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Trovate esche avvelenate al quartiere Poggio. Salvo cucciolo che le aveva ingerite.

DiRedazione

Giu 26, 2019

Prosegue la “guerra di trincea” tra amanti degli animali e chi invece cerca di risolvere i propri problemi in modo per lo più “machiavellico”.

“Il fine giustifica i mezzi” , era questo il motto del “Principe” famosissimo scritto del politologo fiorentino, una frase che oggi si potrebbe ricondurre facilmente a quanto cercano di porre in opera alcuni cittadini per risolvere i loro problemi, sfiduciati da una politica amministrativa sempre più assente e distante dalla reale dimensione della vita civica. Spesso, però, come si sa, gli eccessi non vanno bene e la verità sta nel mezzo: non si può riempire di esche avvelenate un paese pur di agire con le proprie mani per combattere l’imperante fenomeno del randagismo, dei branchi di cani vagabondi che mettono a repentaglio le passeggiate dei malcapitati cittadini, ma nemmeno cercare di ignorare il problema chiudendo entrambi gli occhi come altri fanno.

L’ultimo caso denunciato stamattina da un associazione di volontari (la casa di Pit) . Un cucciolo avrebbe ingerito una delle tante esche avvelenate rinvenute in zona via Poggio S. Secondo (liceo linguistico). Fortunatamente il cane sta bene, ma il monito dei volontari è quello di mantenere alta l’attenzione, sia per i padroni che portano i loro cuccioli a passeggio che per i cittadini stessi.

Dalle istituzioni ci si attende invece un riscontro per una situazione che coinvolge sempre di più l’attenzione di tutti.

(nell’immagine i due randagi trovati morti “abbracciati”, una notizia che ha scosso, recentemente, la piazza calatina).