Prima uscita pubblica della Rete territoriale antiviolenza: le attività

Ieri pomeriggio, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, prima uscita pubblica della Rete territoriale antiviolenza, dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa e gli incontri preparatori: una tavola rotonda, convocata dal sindaco Gino Ioppolo e dall’assessore al Welfare Concetta Mancuso, si è svolta nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del municipio, davanti a un foltissimo pubblico. Al saluto e alla presentazione della Rete da parte dell’assessore, sono seguiti gli interventi del presidente della sezione civile del Tribunale di Caltagirone Giuseppe Tigano, del sostituto procuratore della Repubblica presso lo stesso Tribunale Alberto Santisi, del direttore dell’Ufficio per la Famiglia diocesano e regionale, don Antonio Carcanella, della dirigente della Neuropsichiatria infantile Marianna Ragusa, del direttore del presidio ospedaliero “Gravina” Giovanna Pellegrino, della dirigente scolastica Adele Puglisi e della presidente del Centro antiviolenza “AlbaNuova”, Benedetta Russo. La coordinatrice delle assistenti sociali dell’ospedale, Mariella Palazzo, e la rappresentante di “AlbaNuova”, Vilna Bellino, hanno illustrato i contenuti di un vademecum sui servizi a favore delle donne vittime di violenze, che si intitola “Con e per le donne” e, con lo slogan: “Non sei sola! Uscire dalla violenza è possibile”, fornisce informazioni utili innanzitutto a comprendere se e quando si configurano violenze di tipo fisico, psicologico, sessuale ed economico, ma anche quando la donna subisce stalking e mobbing a lavoro. Il vademecun contiene pure l’indicazione dei numeri utili, a partire dal 1522, componendo il quale si potranno avere informazioni sui centri antiviolenza presenti in zona. Intervenute, durante il dibattito, la presidente della cooperativa Genesis Giovanna Procida e Franca Formica, sorella di Patrizia, la donna di 47 anni che fu accoltellata a morte il 3 aprile 2017 in un appartamento nel rione Balatazze, dal proprio compagno Salvatore Pirronello, poi condannato all’ergastolo, e che è diventata il simbolo della serie di iniziative promosse a Caltagirone contro la violenza di genere e dalla parte delle vittime. Fra le iniziative della Rete nei prossimi mesi, come spiegato dall’assessore Mancuso, “un corso di formazione per gli operatori, protocolli e procedure condivise d’intervento per l’assistenza di vario tipo alle donne in difficoltà, corsi di formazione per gli studenti e, per questi ultimi, anche un concorso multimediale artistico e letterario sulla violenza di genere con mostra finale”. Sottolineata l’importanza delle attività di prevenzione ai vari livelli e di una sempre più stretta collaborazione fra le istituzioni.

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