Dai sogni alla realtà precaria, storia di una generazione tradita. L’esordio narrativo del Calatino Andrea Alba recensito per la Sicilia da Paolo A. Pagano

Dalle pagine culturali de “la Sicilia” di oggi, proponiamo la recensione dell’esordio narrativo di Andrea Alba, giovane insegnate costretto a lasciare, come molti altri coetanei, la propria isola per inseguire un futuro dignitoso, che purtroppo in Sicilia non è contemplato. La recensione del libro “La Solitudine dell’Orso” è a cura di Paolo A. Pagano. 

Dai sogni alla realtà precaria, storia di una generazione tradita

Un viaggio, un furgone, un’idea esagerata di libertà, le speranze di una generazione e i suoi sogni, gli amori estivi, le selvagge coste siciliane, la musica rock, l’amore per la letteratura e una prosa e uno stile che risultano ricercati all’occorrenza. Sono questi gli ingredienti de “La solitudine dell’orso”, l’esordio narrativo di Andrea Alba, edito da Scatole Parlanti e già disponibile nelle librerie. Un romanzo di formazione articolato in due parti e con due ritmi distinti. La prima ha un’andatura più rilassata, quella della memoria, della nostalgia, di vecchie Polaroid dai colori tenui, della spensieratezza dei ventenni. Qui i luoghi e i racconti sono rarefatti, trasognanti, sottratti alla quotidianità e consegnati alla volontà di ricordare una fase della vita che è straordinaria, vissuta in pieno. Nella seconda parte invece un’accelerazione narrativa travolge il lettore, catapultandolo dentro le vite mutate dei protagonisti, trasformate dalla precarietà. Andrea Alba sente il bisogno di parlare della sua generazione e questo è forse il suo tentativo di sottrarla alla mera inchiesta giornalistica per provare a renderla materia di racconto, materia “narrativa”. E il giovane scrittore calatino ci riesce perché in mezzo a questi due tempi dà spazio alla maturazione dei suoi personaggi, alle loro paure, alla loro voglia di rimanere universitari “fuoricorso”, all’inesorabile fobia di crescere, di affrontare i macigni della vita da adulti. Dentro il libro sono riconoscibili alcuni luoghi del cuore: i corridoi dell’ex Monastero dei Benedettini, sede della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, le coste di Portopalo di Capo Passero, la riserva naturale di Vendicari, la spiaggia del Gelsomineto e quella selvaggia di Eloro. La musica fa da cornice e diventa il vero asse portante sul quale si articola l’intero romanzo. Non mancano infine i rimandi al cinema d’autore e ai grandi scrittori, siciliani e non, tanto amati dall’autore.

Tratto da la Sicilia, Lunedì 18 Novembre 2019, pag. 11.

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