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Coronavirus, nuova ordinanza del sindaco Ioppolo: “Salvaguardia della salute obiettivo irrinunciabile: tolleranza zero verso chi non rispetta le regole”

DiRedazione

Mar 9, 2020

“Tolleranza zero nei confronti di coloro che non rispettano le regole fondamentali per la
salvaguardia della salute propria e altrui”. Ad annunciarla, attraverso controlli che saranno effettuati
dalle forze dell’ordine oggi stesso e nei giorni a venire, è il sindaco Gino Ioppolo che, in materia di
lotta al Coronavirus, ha emesso un’ordinanza con cui, richiamandosi alle misure assunte dal
Governo nazionale e dal presidente della Regione siciliana Musumeci, rimarca “l’obbligo, per ogni
esercizio pubblico, di evitare l’ingresso, nei propri locali, di un numero di avventori tali da non
consentire il rispetto della distanza di sicurezza fra le persone di almeno un metro”. In caso di
violazione di questo specifico obbligo, l’ordinanza prevede la sanzione della sospensione
dell’attività.
Il provvedimento del sindaco avvisa che l’inosservanza delle disposizioni in questione “sarà
perseguita secondo quanto previsto dall’articolo 650 del codice penale – a meno che il fatto non
costituisca un reato più grave – vale a dire con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206
euro”.

Schema di ORDINANZA SINDACALE

OGGETTO: Ulteriori Misure per contenere l’emergenza COVID-19
(Coronavirus )

IL SINDACO

VISTO il Decreto Legge D.L. 23 febbraio 2020, n. 6, recante “Misure in materia
di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019”,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23/02/2020, ed in particolare l'art. 3,
comma 2, del che consente l'adozione di misure cautelative in virtù dell'art. 50
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2020,
recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6,
recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19.”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del
23/02/2020;
VISTO l'art. 2 del citato D.L. 23 febbraio 2020, n. 6, ;
VISTO l’art. 32 della Legge n. 833 del 23/02/1978;
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 febbraio 2020
"Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6,
recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19.", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del
25/02/2020;
VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020,
recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6,
recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1°
marzo 2020;
VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante
“Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante
misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale”,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, recante
“Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante
misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale”,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale edizione straordinaria n. 59
del 8 marzo 2020;
VISTA l’Ordinanza contingibile ed urgente emessa dal Presidente della Regione
Sicilia n. 3 del 8 marzo 2020, avente ad oggetto “Ulteriori misure per la
prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019.
Ordinanza ai sensi dell’art.32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in
materia di igiene e sanità pubblica.”
VISTA l’Ordinanza contingibile ed urgente emessa dal Presidente della Regione
Sicilia n. 4 del 8 marzo 2020, avente ad oggetto “Ulteriori misure per la
prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019.
Ordinanza ai sensi dell’art.32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in
materia di igiene e sanità pubblica.”
PRESO ATTO CHE:
 nel summenzionato Decreto 1° marzo 2020, allegato 1, sono stati
individuati i Comuni interessati dalle misure urgenti di contenimento del
contagio, e specificatamente nella Regione Lombardia: Bertonico;
Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D'Adda; Codogno; Fombio;
Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; e nella Regione
Veneto: Vo'.
 Con DPCM 8 marzo 2020, art. 1 si è provveduto all’individuazione di
specifiche misure urgenti di contenimento del contagio nella Regione
Lombardia, e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio
dell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara,
Verbano-Cusio-ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia.
PRESO ATTO, dell’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere
particolarmente diffusivo dell’epidemia, l’incremento dei casi nell’intero territorio
nazionale, nonché dell’ulteriore interessamento di più ambiti sul territorio
nazionale e, pertanto, sempre più potenzialmente anche nel territorio comunale;
VISTO l'art. 50 Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS);

ORDINA

CHE A DECORRERE DAL 08 MARZO 2020 e SINO AL 3 APRILE 2020, data di
efficacia del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020:
a) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è
coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi
pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al
termine di efficacia del DPCM 08/03/2020, ogni altra attività convegnistica o
congressuale;
b) sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi
natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali svolti in ogni luogo, sia
pubblico sia privato;
c) sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale
scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati, con sanzione della
sospensione dell’attività in caso di violazione;
d) è sospesa l’apertura di musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di
cui all’art. 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al D.Lgs, 22
gennaio 2004, n. 42
e) lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar, potrà avvenire con
obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza
interpersonale di almeno un metro con sanzione della sospensione dell’attività
in caso di violazione;
f) è fortemente raccomandato presso gli esercizi commerciali diversi di quelli
dalla lettera precedente, all’aperto ed al chiuso, che il gestore garantisca
l’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti
luoghi con modalità contingentale o comunque idonee ad evitare
assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza
interpersonale di almeno un metro tra i visitatori;
g) sono sospesi gli eventi e competizioni sportive di ogni ordine e
disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque
consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle
sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi
utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in
tutti i casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale
medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di

diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli
accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in
genere, svolti all’aperto sono ammesse esclusivamente a condizione che sia
possibile consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di
metri uno di cui all’allegato 1 lettera d) del DPCM 08 marzo 2020 .
E’ DISPOSTA LA CHIUSURA DI PALESTRE, PISCINE E CENTRI DI
BENESSERE.
E’ fatto obbligo ad ogni esercizio pubblico di evitare l’ingresso all’interno
dei relativi locali di un numero di avventori tali da non consentire
l’osservanza e il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di
almeno metri uno. Con sanzione della sospensione dell’attività in caso di
violazione.