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Coronavirus, “in estate sarà meno aggressivo” 

DiRedazione3

Mag 15, 2020
Coronavirus, in estate sarà meno aggressivo

Il caldo può essere un’insidia per il coronavirus? “Il vero nemico del virus è l’irradiazione solare perché non è il caldo che influenza il ciclo vitale del virus, ma sono i raggi ultravioletti (Uvb) del sole che destabilizzano il virus. Ci dobbiamo aspettare quindi, in questi mesi estivi, un calo notevole dei contagi e soprattutto una malattia diversa, meno aggressiva e con meno complicazioni. Sarà inoltre inverosimile, durante il periodo estivo, una seconda ondata di contagio”. A dirlo è Vincenzo Bruzzese, direttore Uoc Medicina interna e Rete Reumatologica presidio Nuovo Regina Margherita Asl Roma 1.

“Il caldo, inteso come calore, uccide i virus in generale a una temperatura intorno ai 90 gradi centigradi. E’ quindi evidente che il caldo estivo non può uccidere il coronavirus o influenzare il suo ciclo vitale”, aggiunge il medico. “Tutti i virus e in particolare i coronavirus sono sensibili ai raggi Uvb del sole – prosegue il reumatologo – Durante la stagione estiva, in particolare da giugno ad agosto il sole, alla nostra latitudine, splende e irradia per molte ore la nostra superficie terrestre, distribuendo raggi Uvb molto potenti. Questi possono destabilizzare la struttura del coronavirus e influenzare il suo ciclo vitale, rendendolo meno contagioso e virulento“.

Bruzzese puntualizza poi che “l’ipotesi che il caldo estivo possa influenzare positivamente il contagio perché ci sarebbe un maggior distanziamento sociale, è veramente singolare, se si pensa che l’estate è il momento in cui c’è più aggregazione, anche se in ambienti esterni. Ciò – precisa – andrebbe in contraddizione con tutto quello che abbiamo raccomandato e fatto fino ad adesso: distanziamento anche nei luoghi esterni”. Durante gli ultimi mesi si è anche ipotizzato che le goccioline di saliva, meglio conosciute, “con il caldo perderebbero la loro componente acquosa e si essiccherebbero prima di poter contagiare un individuo – ricorda il medico – Questa è un’altra ipotesi inverosimile se si pensa a quale velocità viaggiano le goccioline di uno starnuto”.

“La speranza è che il coronavirus, come è successo per la Sars, dopo l’estate perda il suo potere di contagiosità e di aggressività; se ciò non dovesse accadere e se dovessero permanere focolai quiescenti in Italia o attivi, soprattutto nell’emisfero australe, allora – conclude Bruzzese – una seconda ondata è verosimile che avvenga da ottobre in poi, quando l’irradiazione solare diminuisce e con essa l’azione dei raggi Uvb. Occorre quindi mantenere la massima allerta , anche in questo periodo estivo, ed essere prudenti nello smantellare presidi ed ospedali Covid. In questo momento è un’operazione improvvida che va evitata”.

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