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Carola Rackete: il capitano della SeaWatch spiega il motivo della scelta di forzare il blocco ed entrare in acque territoriali italiane (Lampedusa) dopo svariati giorni in mare.

“Abbiamo contattato tutti i paesi più importanti dell’ U. E. bagnati dal mare (Olanda Germania Francia Spagna…) per tentare lo sbarco, ma nessuno ci ha autorizzato – ha spiegato ai giornalisti giunti a bordo della nave, bloccata nelle acque territoriali di Lampedusa, la giovane capitana tedesca della SeaWatch nave ong alla ribalta della cronaca delle ultime ore. “Ci sarebbero molti casi urgenti di problemi di salute soprattutto psichica e molti avrebbero tentato più volte il suicidio, per questo abbiamo scelto, anche senza autorizzazione di forzare il blocco italiano e entrare a Lampedusa, qui però ancora non sono arrivati aiuti di nessun tipo, ci hanno solo controllato i documenti”. Come stabilito anche da norme del diritto internazionale il paese che dovrebbe fornire la prima assistenza umanitaria ai migranti sarebbe quello territorialmente più vicino, come spiegato più volte da addetti ai lavori.