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Aree interne, oltre 36 milioni per il Calatino: ok da Roma al preliminare di strategia

DiRedazione

Mag 21, 2019

36.121.668 euro. È questa la somma di denaro, il cui stanziamento, previsto dal comitato tecnico Aree interne del dipartimento Politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell’ambito della Snai (Strategia nazionale aree interne), servirà a bloccare il preoccupante fenomeno dell’abbandono di tanti paesi e  ridurre il divario che riguarda soprattutto la sanità, l’istruzione e il sistema della mobilità.

Come indicato dall’accordo siglato fra i rappresentanti dei Comuni lo scorso 29 gennaio, i fondi saranno suddivisi in base ai criteri della popolazione residente in ogni Comune (che incide nella misura dell’85 per cento) e dello spopolamento (per il 15 per cento). A Caltagirone spetteranno 15.143.203,12 euro.

Del totale dei finanziamenti, le somme maggiori saranno utilizzate per la realizzazione di lavori di miglioramento, ammodernamento e adeguamento di assi viari secondari di collegamento con la viabilità principale (13.673.724 euro), per l’attuazione di interventi di efficientamento energetico negli edifici pubblici (5.036.975,64) e per la realizzazione di opere di trasformazione degli impianti di pubblica illuminazione con lampade a led e telegestione della rete (2.007.995,77).

Il modello di sviluppo a cui si ispirano i centri del Calatino è caratterizzato da interventi a favore: del rafforzamento del tessuto produttivo artigianale e agroalimentare; dell’innovazione del settore della didattica e dell’istruzione; del rinnovamento dell’offerta sanitaria anche attraverso la deospedalizzazione e la costituzione di presidi sanitari decentrati.

Altra importante prospettiva è quella del miglioramento di mobilità e accessibilità – oggi grande nota dolente, sia fra i piccoli centri e Caltagirone, sia dell’area del Calatino con il resto della Sicilia e del territorio nazionale- in questo caso mediante il miglioramento dei collegamenti con gli aeroporti di Catania e Comiso, della revisione dell’offerta culturale dell’area per una più piena fruizione e valorizzazione del grande patrimonio culturale esistente; dell’efficientamento energetico delle strutture pubbliche, che potrebbe favorire pure la crescita di nuovi mestieri.