A Caltagirone le prime due famiglie ucraine, ospiti del Sistema di accoglienza integrata (Sai). L’assessore Patrizia Alario: “Nella nostra città grande vicinanza al dramma dei profughi, risposta in linea con un diffuso sentimento di solidarietà”

Sono da ieri pomeriggio a Caltagirone, in un appartamento messo loro a disposizione dal Sistema di accoglienza integrata (Sai) di cui è titolare il Comune di Caltagirone, le prime due famiglie di profughi ucraini sfuggiti alla guerra e approdati in Italia. Si tratta di due nuclei monoparentali, vale a dire formati ciascuno dalla madre e da due figli.

Il Sai, a Caltagirone, mette a disposizione, attraverso l’Ati (Associazione temporanea di imprese) che lo gestisce, nove appartamenti, capaci di garantire ospitalità a 55 persone, ma è previsto un ampliamento dei posti in considerazione del fatto che alcune strutture Sai, accogliendo l’invito della Prefettura, si sono candidate a svolgere questo servizio.

“La nostra città – sottolinea l’assessore al Welfare Patrizia Alario – ha subito mostrato grande sensibilità alla tragedia degli ucraini, manifestando vicinanza a coloro che vivono sulla propria pelle il dramma del terribile conflitto che si combatte alle porte dell’Europa. L’accoglienza alle prime due famiglie di profughi rappresenta, quindi, una risposta in linea con un sentimento comune e diffuso di solidarietà”.

Caltagirone, 1 aprile 2022

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