“Lingua e storia a Caltagirone”: sabato 23 novembre riflettori sui dialetti galloitalici che accomunano 20 città siciliane. Gemellaggio fra i licei di Caltagirone e quelli di Nicosia

“Lingua e storia a Caltagirone” è il tema della I Giornata di studi che, su iniziativa della Società calatina di storia patria e cultura, dell’Associazione per la conoscenza e la salvaguardia dei dialetti galloitalici della Sicilia e del Centro di studi filologici e linguistici siciliani col patrocinio del Comune di Caltagirone, si terrà sabato 23 novembre, a partire dalle 9,30, nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del municipio. I lavori saranno aperti dai saluti del sindaco Gino Ioppolo, del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, del presidente del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Giovanni Ruffino, e del presidente della Società calatina di storia patria e cultura, Alfio Caruso. Seguirà (dalle 10,30) la prima sessione (“La Storia”), introdotta e moderata da Salvatore Carmelo Trovato (Università di Catania) e caratterizzata dagli interventi di Francesco Paolo Tocco su: “Provenzali e Genovesi in Sicilia in età normanno – sveva”, Francesco Barone su: “Quale componente <lombarda> all’origine di Caltagirone? L’ipotesi savonese” e di Antonio Cucuzza, che si occuperà di “Viabilità e insediamenti nella Piana di Catania in età normanno – sveva”. Poi il dibattito. Alle 12,30 si svolgerà la cerimonia del gemellaggio fra i licei “Bonaventura Secusio” ed “Ettore Majorana” di Caltagirone e i licei “Fratelli Testa” di Nicosia, nel nome della comune parlata galloitalica e di Pietro Vinci, madrigalista nicosiano del XVI secolo, cui è intitolato l’Istituto musicale di Caltagirone, diretto dal maestro Joe Schittino. I lavori riprenderanno nel pomeriggio con, dalle 15, la seconda sessione (“La Lingua”), moderata da Francesco Paolo Tocco (Università di Messina), connotata dagli interventi di Iride Valenti (“Provenzalismi e settentrionalismi nel siciliano”), di Salvatore Menza (“Antonino Cremona – 1895 – e la parlata di Caltagirone”), di Rita Abbamonte (“L’area linguistica calatina”), Salvatore Claudio Sgroi (“Lingua e dialetto a scuola”) e il laboratorio per studenti e insegnanti a cura di Rita Abbamonte. La giornata sarà chiusa, alle 17,30 circa, da un breve intervento del coro dell’Istituto musicale “Pietro Vinci”, diretto dal maestro Salvo Disca. “Quella di sabato – afferma il presidente della Società calatina di storia patria e cultura, Alfio Caruso – è la prima di una serie di giornate di studio che interesseranno a breve pure altri centri della <Sicilia lombarda> e alcune delle comunità del Nord (nell’Oltregiogo Ligure e nell’Alto Monferrato) da cui, nel Medioevo, partirono i nuclei che ripopolarono le nostre città e dei quali conserviamo la parlata. Il convegno metterà a confronto storici e linguisti delle Università siciliane e altri studiosi allo scopo di far luce sulla galloitalicità di Caltagirone e sul tipo di colonizzazione che, nel Medioevo, riguardò la città”. “Ancora una volta – sottolinea il sindaco Gino Ioppolo – Caltagirone promuove e ospita un evento di sicura valenza culturale e sociale, che potrà produrre effetti positivi anche da un punto di vista turistico grazie agli scambi e ai momenti di confronto che si creeranno con altre realtà siciliane e nazionali. E’ significativo il gemellaggio fra i licei di Caltagirone e quelli di Nicosia, perché servirà a far conoscere meglio la nostra storia anche ai giovani”. Sono stati invitati alla Giornata tutti i sindaci delle città galloitaliche della Sicilia, che sono, oltre a Caltagirone: San Fratello, Acquedolci, San Piero Patti, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, Fondachelli – Fantina e Francavilla di Sicilia in provincia di Messina; Randazzo, Bronte, Mirabella Imbaccari e San Michele di Ganzaria in provincia di Catania; Buccheri, Ferla e Cassaro in provincia di Siracusa; Nicosia, Sperlinga, Piazza Armerina e Aidone in provincia di Enna; Corleone in provincia di Palermo.  

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