Chiesa e Convento di San Bonaventura fra i “Luoghi del cuore” finanziati dal Fai: per il sindaco Ioppolo “risultato significativo, frutto di una prova corale della città”

 

 Ci sono la Chiesa e il Convento di San Bonaventura a Caltagirone – al secondo posto nell’Isola e al ventunesimo della classifica nazionale del censimento 2018 con 17.558 voti – fra i quattro “luoghi del cuore” finanziati in Sicilia dal Fondo ambientale italiano (Fai), in collaborazione con Intesa San Paolo. Ad essi, un complesso monumentale fondato all’inizio del Seicento e ricostruito dopo il terremoto del 1693, sarà destinato un contributo di 25mila euro (richiesto dalla parrocchia di San Giacomo, a cui fa capo il bene), con il quale saranno restaurati gli intonaci dipinti nella Cappella di San Francesco e realizzati altri interventi accessori.

 Sono stati, quindi, premiati gli sforzi del comitato “Caltagirone per San Bonaventura”, nato dalle realtà associazionistiche locali con l’intento di portare all’attenzione delle istituzioni l’urgente necessità di tutela di un luogo così importante.

  Rispetto all’austerità del prospetto, l’interno della Chiesa risulta fortemente decorato con affreschi, maioliche e manufatti lignei, i cui elementi di spicco risultano essere una Madonna del Gagini, la pala d’altare di Vincenzo Ruggeri e un Crocifisso ligneo, opera di fra Umile da Petralia.

Il Convento, che mostra al suo interno un chiostro e alcuni affreschi di Pietro Paolo Vasta, fu trasformato in carcere nel 1890 e definitivamente chiuso alla fine del XX secolo, risultando oggi in un forte stato di degrado. Le cripte furono chiuse nel 1843, beneficiarono di un restauro nel 1990, ma non vennero mai aperte al pubblico.

“Siamo molto soddisfatti – dichiara il sindaco Gino Ioppolo – per il raggiungimento di un significativo risultato, che si deve all’impegno del Fai calatino (responsabile Aline Lo Giudice) e delle associazioni che hanno creduto sin dall’inizio nella possibilità di centrare l’obiettivo e si sono adoperate in questa direzione. Si compie un primo, significativo passo che lascia ben sperare per il futuro di un complesso di grande rilevanza storica e artistica, oltre che identitaria”.

 

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