CANI RANDAGI TROVATI MORTI IN PIENO CENTRO CITTÀ

Sono stati ritrovati così, morti in un abbraccio tra esseri colpevoli solo di esistere, finiti – purtroppo- per rappresentare l’incontro tra le due facce più controverse della vita, quell’eterno scontro tra Amore e Morte, Eros e Thanatos che più rappresenta la  profonda ambivalenza di angoscia, senso di colpa e crudeltà del genere umano.  Tina e Charlie, questi i loro nomi, erano solo due poveri cani randagi che stazionavano solitamente nei pressi del viale Europa. La causa (accertata anche da un esame approfondito post/mortem) della loro fine è stata l’ingestione di una consistente dose di veleno oltre a quella della crudeltà più maligna, somministratagli da chi, forse, nel mondo, non sa o non ha alcuna coscienza di cosa sia la crudeltà. Nello stesso tempo, però, costui/oro si vanta/no di appartenere al genere umano, di vivere e appartenere alla razza dominante di questo pianeta.

Bene; a questi signori/e che hanno portato a termine questo puro “atto di male”, perché così riteniamo sia giusto definirlo, vogliamo solo dire qualche parola in poche righe.

In questo caso, la vostra rivendicazione di appartenenza al genere umano sopracitato non serve né può servire a nulla. Questa, infatti, non fa altro che aggravare la posizione di chi (si presume con un po’ di senno in quanto umano) dovrebbe essere la guida biologica del pianeta, tra tutti i generi e le razze animali esistenti nell’ecosistema; il “leader”, dotato di intelligenza e di un cervello sviluppato. In realtà, però, spesso e come in questo caso i fatti, poi, ci tengono da soli a dimostrare la più netta, contraria e assurda delle verità.

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